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Il Palazzo Comunale
Fu edificato nel 1840 e collocato all’inizio del borgo come stazione di posta per il cambio dei cavalli e come sede del capoposta, con l’ampio porticato, in origine con abbeveratoio per i cavalli. Varie volte ristrutturato, si presenta ora con la facciata rivolta a sud, di linee sobriamente classiche.

 

 

 

 torre orologio pLa Torre dell’Orologio
Sulla centrale piazza Primo Maggio si erge la Torre civica, ora detta “dell’orologio”. Risalente alla prima metà del 1700, fu concepita all’ingresso sud dell’antico borgo. A doppia cella campanaria, la torre, era in origine priva di merli e presentava due soli quadranti. Verso la fine degli anni ’20 venne ristrutturata dall’architetto novese Pietro Pivi e dotata dei caratteristici quattro quadranti. Al suo interno è conservata una campana donata alla comunità di Novi da Alberto Pio nel 1523.     

 

 

Il Teatro Sociale
È il più ampio edificio pubblico del centro, progettato dall’architetto Pietro Pivi e terminato nel 1926. Sull’onda della passione lirica e delle operette, tentò di imitare lo schema di celebri teatri cittadini, con tre ordini di galleria, grande palcoscenico e profusione di decorazioni, specialmente nel grande soffitto circolare. Ora inagibile, è in attesa di interventi per recuperare al paese le sue grandi potenzialità.

 

 

 

La Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo     
Tra gli edifici più antichi e rilevanti del Capoluogo, si erge quasi isolata dal centro abitato. L’attuale struttura risale alla metà del 1600 e pure l’alta torre campanaria (mt. 40) sono il risultato di un integrale rifacimento dell'antica pieve di S. Maria Maddalena documentata fin dal 980. A testimonianza della primitiva pieve sono conservati e visitabili i resti absidali della fondazione preromanica (poligonale) e di quella romanica (semicircolare), portati alla luce nel corso di recenti scavi archeologici (1993).  Alla pieve romanica si lega infatti il pezzo più prezioso della chiesa: la grande lastra col bassorilievo del Cristo in gloria, da sempre ritenuta un’eccellente opera di scultura campionese del XII secolo. Dopo i recenti restauri (1993) merita di osservare l’intera decorazione pittorica (le cappelle, di fine 800; le navate del 1923). Nel presbiterio emerge il baroccheggiante altare maggiore, opera di abili scagliolisti del 700; davanti la nuova mensa i pregiati marmi policromi.
Non vanno dimenticati i due paliotti del 1600, attribuiti al Barzelli; l’altare ancora del Cristo morto, di eccellente livello scultoreo su marmi pregiati del 700 e l'ancona della Madonna del Rosario, opera dell’ultimo scagliolista carpigiano Stefano Diacci, di fine 800. Sono poi conservate alcune buone tele: quella di S. Michele Arcangelo del 700; un martirio di S. Sebastiano, un’ampia tela probabilmente del 600; un S. Francesco, di ambito guercinesco; un S. Antonio Abate, ritenuta un’opera secentesca di Daniele Crespi e un S. Luigi Gonzaga di buona fattura, ma di incerta attribuzione.



Oratorio di San Gaetano
L'edificio è posto nel centrale C.so Marconi e sino dal 1500 era denominato “del borgo”. Interessanti soprattutto i dipinti conservati al suo interno, tra cui una tavola settecentesca che rappresenta la Madonna della Ghiara venerata nella città di Reggio Emilia. La diffusione del suo culto è probabilmente da mettere in relazione alla lunga appartenenza di Novi alla diocesi di Reggio. Di fondazione non documentata l'oratorio era certamente presente quando ancora vi era il castello.

 

 

 

Villa delle Rose     
La villa si presenta come una delle più eleganti e aristocratiche residenze della Bassa modenese. Edificata per volere del Conte Carlo Testi, a iniziare dal 1815, su progetto di un architetto inglese, occupa una vasta area in cui sono distribuite strutture di servizio quali cantine, scuderia, torre colombaia, e vari ambienti per il numeroso personale di servizio, nonché un grande parco giardino. Un ampio loggiato con colonnato di ordine dorico immette al grande salone da ricevimento in arioso stile neoclassico, con un soffitto affrescato ben conservato. 

 

 

 

 Villa Facci
Nei pressi di Ponte Garbese sorge un altro palazzo signorile, edificato dalla famiglia Facci ad iniziare al 1805, su progetto dell'architetto parmense Rasori. Di aspetto severo strutturalmente compatto, conserva alcune sale riccamente affrescate.

 

 

 

 

Gli edifici e i monumenti illustratii in questa pagina a seguito dei sismi di maggio e giugno 2012 possono aver riportato danni, anche gravi.

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